A COSA SERVE

I test sierologici danno informazioni sulla presenza di anticorpi nel sangue diretti contro il coronavirus chiamato SARS-CoV-2, responsabile della malattia chiamata COVID-19. Gli anticorpi possono essere di varie classi: IgA, IgG o IgM. Sono utili per capire come e quanto il virus ha circolato nella popolazione, identificando anche le persone asintomatiche; sono inoltre di complemento nei percorsi di riammissione nella vita sociale di persone con sospetto COVID-19, e in specifici percorsi clinici. Ad oggi, non possono sostituire il test diagnostico molecolare su tampone naso-faringeo per la diagnosi di COVID-19 e non danno ‘patente di immunità’, né – in caso di applicazione in ambito lavorativo – giudizio di idoneità per il singolo lavoratore.

Gli anticorpi IgM sono prodotti nella fase iniziale dell’infezione e compaiono nel sangue a partire, in media, da 8 – 10 giorni dal primo contatto con il virus e tendono a scomparire nel giro di qualche settimana. Per questa caratteristica, una positività degli anticorpi IgM può essere indicativa di individui che hanno potenzialmente un’infezione in corso. Prima della comparsa degli anticorpi IgM il test risulta negativo poiché l’organismo non ha ancora avuto il tempo necessario per produrre la risposta anticorpale. Il periodo che intercorre tra l’infezione e la comparsa degli anticorpi IgM, detto “periodo finestra”, è variabile da individuo a individuo.

Gli anticorpi IgG compaiono più tardivamente (mediamente a partire da un paio di settimane dopo la comparsa dei sintomi, con possibilità di comparsa anche più precoce) e permangono in circolo per diverso tempo, con una durata che è tutt’ora oggetto di studi ed indagini epidemiologiche a livello mondiale. Per questa caratteristica, la rilevazione degli anticorpi IgG è normalmente indicativa (nel caso della maggior parte dei virus più frequenti) di individui che hanno già contratto l’infezione in precedenza, e che quindi potrebbero risultare protetti/meno suscettibili ad una reinfezione. Nel caso del virus SARS-CoV-2, data la comparsa recente sullo scenario epidemiologico mondiale e nonostante i numerosi studi in corso, non sono ancora disponibili dati scientifici attendibili e completi che permettano di fornire garanzie epidemiologiche in questo senso.

QUANDO NON FARE IL TEST

Il test non deve essere eseguito in presenza di sintomi di infezione (febbre o febbricola, malessere e spossatezza, tosse, mal di gola, dolori muscolari); in tal caso, rivolgersi preliminarmente al Medico Curante per gli aspetti sanitari del percorso.

Non va eseguito neanche quando si ha già avuto una conferma di positività tramite tampone.

TIPOLOGIA DI TEST SIEROLOGICI OFFERTI

I test sierologici per la determinazione degli anticorpi specifici anti-SARS-CoV-2 proposti da Biochimico presentano elevati livelli di specificità e sensibilità e sono eseguiti su sangue venoso tramite processi analitici in chemiluminescenza (metodi CLIA). L’elenco delle metodiche disponibili comprende:

  1. ditta Siemens (metodica CLIA su sistema Atellica): viene fornito un unico risultato con dosaggio qualitativo (presenza/assenza) complessivo degli anticorpi IgA, IgG, IgM Ai fini della successiva esecuzione del tampone non è necessario conoscere la quantità esatta di anticorpo ma solo la presenza/assenza (scheda).
  2. ditta Snibe (metodica CLIA su sistema Maglumi 800): vengono dosati e forniti separatamente i valori degli anticorpi IgG e (a supporto clinico al medico responsabile) di quelli IgM. La presenza di anticorpi IgG e/o IgM in quantità superiore al cut-off comporta la successiva esecuzione del tampone rino-faringeo per la ricerca dell’RNA Virale (scheda).
  3. ditta Technogenetics (metodica CLIA su sistema TGS-TA): vengono dosati e forniti separatamente i valori degli anticorpi IgG. La presenza di anticorpi IgG in quantità superiore al cut-off comporta la successiva esecuzione del tampone rino-faringeo per la ricerca dell’RNA Virale (scheda).

Sulla base delle caratteristiche epidemiologiche generali descritte in precedenza, nel caso di pazienti individuali la metodica da ritenersi preferenziale (salvo diversa indicazione da parte del Medico Curante) in questa fase è la determinazione degli anticorpi specifici totali.